Vai al contenuto

Come affrontare la crisi e scongiurare l’insolvenza quindi la liquidazione giudiziale NDR il fallimento.

Avvalersi di influencer

Le soluzioni per affrontare la crisi di un’impresa non sono certamente univoche e standardizzate ma lo è l’essere tempestivi nell’intervenire.

Oggi, nel nuovo Codice della Crisi d’Impresa e Insolvenza (CCII) che ha sostituito dall’agosto 2022 la precedente Legge Fallimentare, all’art. 2 comma 1, si trova la definizione di «crisi»: intesa come “lo stato del debitore che rende probabile l’insolvenza e che si manifesta con l’inadeguatezza dei flussi di cassa prospettici a far fronte alle obbligazioni nei successivi dodici mesi”.

Tale definizione di crisi si fonda su una dinamica sfavorevole dei flussi di cassa che prospetticamente espone al rischio di insolvenza (=squilibrio fra fonti ed impieghi). Questa definizione di stato di crisi riguarda quell’impresa che deve ristrutturare il proprio debito, per evitare di dover dichiarare la propria incapacità di far fronte alle obbligazioni di futura maturazione.

Il termine “crisi” si riferisce quindi ad una situazione di progressivo deterioramento delle performance che, se non interrotto, può concretamente condurre l’impresa all’insolvenza. Pertanto l’impresa in crisi è un’impresa che necessita di una ristrutturazione, di un risanamento o più in generale di azioni correttive volte ad interromperne il declino, pena, appunto, il rischio di insolvenza.

Dunque lo stato di crisi identifica una situazione di insolvenza probabile.

Come è facile intuire, il punto nevralgico è quindi intervenire ai primi segnali di sbilanciamento di cassa che, se non gestiti tempestivamente, possono facilmente trasformarsi in una situazione di “insolvenza” ovvero di crisi irreversibile rispetto alla quale le manovre di azione diventano limitate e stringenti.

Con il termine « insolvenza» il CCII definisce: “lo stato del debitore che si manifesta con inadempimenti od altri fatti esteriori, i quali dimostrino che il debitore non è più in grado di soddisfare regolarmente le proprie obbligazioni”.

L’impresa, quindi, è insolvente quando non è in grado di far fronte alle obbligazioni correnti (debiti giunti a scadenza) con le risorse finanziarie a disposizione. La definizione di insolvenza in questo caso si fonda su uno sbilancio di flussi di cassa conseguente ad impegni finanziari correnti superiori alle risorse finanziarie disponibili.

Specificati i termini chiave di “crisi” e “insolvenza”, l’Avvocato Treccani potrà individuare in concreto se e in quale grado di crisi si trovi l’impresa ed individuare lo strumento più adeguato alla risoluzione della crisi in atto senza o con l’intervento del Tribunale a seconda della soluzione individuata.